“Edith Piaf è inimitabile. Non ci sarà mai un’altra Piaf.”
Louis Armstrong
“Quella piccola donna ha una voce che sembra contenere tutto il dolore e la gioia del mondo intero.”
Marlene Dietrich
“Ascoltare Edith Piaf significa guardare l’anima della Francia che si mette a nudo sul palcoscenico.”
Jean Cocteau (regista, poeta e suo grandissimo amico)
Dire che Edith Piaf è stata una cantante è riduttivo: lei era la Francia. Con la sua voce straziante, viscerale e nuda, ha ridefinito la canzone moderna planetarria. Partita dalla miseria delle strade di Parigi, ha conquistato i palcoscenici più prestigiosi del mondo, diventando il simbolo universale della passione che sfida il dolore.
Canzoni come La Vie en rose o Non, je ne regrette rien non sono solo brani musicali, sono monumenti alla resistenza dello spirito umano.
L’Olympia di Parigi non era/è un semplice teatro, è un tempio sacro. Per un artista, calcare quel palco significava la consacrazione eterna; per l’Olympia stesso, ospitare la Piaf in quegli anni significava la salvezza. Quello tra Edith e l’Olympia fu un matrimonio di salvezza reciproca, un evento storico impresso a fuoco nella memoria collettiva.
EDITH PIAF
lo spettacolo
con
Melania Giglio e Martino Duane
Parigi, 1960. In un appartamento avvolto nel silenzio, una donna spezzata combatte contro i propri fantasmi. Lutti devastanti, incidenti violenti, amori brucianti, alcol e solitudine si sono abbattuti come un uragano su una delle figure più iconiche del Novecento. L’artrite l’ha resa gobba, gli eccessi l’hanno logorata. L’Usignolo non canta più.
Ma proprio quando il buio sembra definitivo, qualcuno bussa alla porta. È Bruno Coquatrix, l’impresario dell’Olympia. Questo spettacolo è il racconto intimo, tragico e trionfale dei giorni che precedettero quella storica, leggendaria esibizione, che cambiò per sempre la storia della musica.
L’Olympia di Parigi non era/è un semplice teatro, è un tempio sacro. Per un artista, calcare quel palco significava la consacrazione eterna; per l’Olympia stesso, ospitare la Piaf in quegli anni significava la salvezza. Quello tra Edith e l’Olympia fu un matrimonio di salvezza reciproca, un evento storico impresso a fuoco nella memoria collettiva.
CANTARE LA PIAF
La grandezza di Edith Piaf si misura anche dal fatto che le sue canzoni sono diventate standard internazionali, interpretate da colossi della musica mondiale di ogni genere, dal pop al rock, fino al jazz e alla lirica, che hanno contribuito a renderle immortali.
Alcuni tra i più grandi artisti che
hanno interpretato le sue canzoni:
Louis Armstrong
sua versione di La Vie en rose (in cui suona anche la tromba) è una delle più famose e romantiche della storia.
Lady Gaga
Ha interpretato una potentissima versione live di La Vie en rose nel film A Star Is Born (2018).
Marlene Dietrich
Grandissima amica della Piaf, cantò spesso le sue canzoni (tra cui La Vie en rose) sia in inglese che in tedesco.
Bing Crosby & Dean Martin
Entrambi hanno inciso storiche versioni dei brani della Piaf adattati in lingua inglese.
Marion Cotillard
La sua interpretazione nel film biografico “La Vie en rose” (La Môme) del 2007 è rimasta nella storia del cinema: ha vinto il Premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista nel 2008 e fatto incetta di tutti i premi più prestigiosi al mondo per quella singola interpretazione: il Golden Globe, il BAFTA, il César e il Premio Lumière.
Grace Jones
Ha completamente reinventato La Vie en rose in chiave bossa nova/disco nel 1977, creandone una hit mondiale iconica.
U2
Durante i loro concerti a Parigi dopo gli attentati del 2015, Bono ha più volte accennato o cantato Ne me quitte pas o brani della Piaf in segno di omaggio alla Francia.
Mireille Mathieu & Patricia Kaas
Considerate in Francia le eredi naturali della tradizione della Piaf, hanno registrato interi album tributo all’Usignolo.
Luciano Pavarotti
Ha interpretato La Vie en rose in duetto con diversi artisti pop, portando la melodia della Piaf nel mondo della lirica.
Mia Martini
Ha regalato interpretazioni live da brividi di alcuni brani dello chansonnier francese, vicina alla Piaf per la capacità di trasmettere il dolore attraverso la voce.
Franco Battiato
Ha inciso una sua personalissima e intima versione di La Vie en rose nell’album Fleurs (1999).
Altre incredibili interpretazioni dei suoi capolavori:
Non, je ne regrette rien (L’inno alla resilienza)
Shirley Bassey
La straordinaria voce di Goldfinger che portò al pubblico pop internazionale
Nina Hagen
La regina del punk tedesco ha reinterpretato il brano con la sua totale follia vocale e teatrale, distruggendo e ricostruendo il mito in chiave rock. Un contrasto pazzesco.
Hymne à l’amour (Il canto dell’amore assoluto)
Céline Dion (2024)
Una delle performance più iconiche e recenti è stata l’esibizione di Céline Dion direttamente dalla Tour Eiffel per l’apertura delle Olimpiadi di Parigi. Una versione monumentale che ha commosso il pianeta, cantata proprio durante la sua battaglia contro la malattia.
Jeff Buckley
Il leggendario cantautore americano amava eseguire questo brano live solo con la sua chitarra elettrica, trasformandolo in una preghiera rock struggente.
Josh Groban (2003)
Il celebre baritono pop americano ne ha inciso una versione orchestrale straordinaria e intimista all’interno del suo album di grandissimo successo Closer.
Milord (La ballata del porto)
Milva (e Georges Moustaki
In Italia, “La Rossa” l’ha resa celebre con il titolo Nulla rimpiangerò, cantata con una forza interpretativa che non aveva nulla da invidiare a quella della Piaf.
Dalida (1960)
Ha portato al successo sia la versione italiana che quella tedesca. La sua interpretazione di è diventata un classico della musica leggera internazionale, ballata e cantata in tutta Europa.
Cher (1966)
Agli inizi della sua carriera solista, Cher ha inciso una versione folk-pop molto ritmata e tipicamente anni ’60 di Milord, dimostrando la trasversalità totale del brano.
Kylie Minogue (2023)
la popstar australiana ha scalato le classifiche mondiali con la sua hit globale intitolata proprio Padam Padam, un esplicito e dichiaratissimo omaggio pop-elettronico al ritmo ossessivo e al titolo del celebre brano della Piaf.
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