Il robot che campeggia nella homepage del Verdi e spesso in altre comunicazioni del Teatro si chiama Calvin ed è una delle meravigliose creature di Roberto Molinelli – artista di Genova_Pegli, che da oltre vent’anni assembla opere nate da oggetti d’uso quotidiano – una delle voci più originali e dissacranti dell’arte italiana contemporanea.
Al Verdi tutti amano i suoi robot e noi dello staff – felici di ospitarli – consideriamo oramai Hartman, Harvey e appunto Calvin, nostri amichetti.

Torniamo a Roberto.
Nel 2016 per una campagna pubblicitaria di Poste Italiane servivano quattro figure robotiche come elementi scenografici e i tempi, strettissimi, imposero a Molinelli una realizzazione immediata, in assemblaggio puro, senza alcun progetto preliminare.
“Il lavoro andò così bene che, dopo la consegna, decisi di continuare a produrli per me stesso”.
Da quell’esperienza nasce un’intera popolazione di creature metalliche, ironiche, poetiche, costruite con materiali riciclati e oggetti dimenticati, alcuni dei quali visibili oggi al Teatro Verdi di Genova.
Il percorso di Molinelli prende avvio nei primi anni Novanta e affonda le radici nel cinema. “L’inizio è stato fortemente influenzato dalle mie passioni cinematografiche – afferma – il lavoro di registi come Cronenberg, Burton e Lynch è stato spesso fonte di spunti e idee”.
Determinante anche l’influenza di H. R. Giger, creatore di Alien, che segna le prime serie dell’artista: i Tecnomorfi, sintesi tra archeologia industriale e arte primitiva, seguiti dai Paleomorfi, un bestiario immaginario concepito come reperto fossile.
Note Biografiche
Nato a Genova nel 1961, Roberto Molinelli inizia la sua carriera come decoratore-scenografo. Trasferitosi a Roma nel 1986, collabora con la ZED S.F.X., realizzando oggetti e installazioni per cinema, teatro e pubblicità. Dal 1989 lavora anche come attrezzista per numerose produzioni televisive e cinematografiche, mentre porta avanti l’attività di scultore nel suo laboratorio romano.
Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, tra cui il padiglione torinese della Biennale d’Arte di Venezia curato da Vittorio Sgarbi.
Oggi continua a realizzare props per cinema e televisione e sculture in assemblaggio, tra cui i Robot che costituiscono il cuore della sua ricerca più recente.
ROBERTO MOLINELLI
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